CHE COSA E’ LA MINDFULNESS?
Mindfulness è un concetto estremamente ricorrente e diffuso, ma di cosa si tratta o a cosa serva non è altrettanto noto.
Facciamo un po’ di chiarezza su cosa, intanto, non è la Mindfulness:
La Mindfulness non è:
- Non è un modo per non pensare;
- Non è una preghiera;
- Non è un super potere;
- Non è una tecnica di rilassamento;
- Non è la panacea di tutti i mali;
- Non è una nuova invenzione.
La Mindfulness è una pratica di consapevolezza.
La Mindfulness non è una nuova invenzione, è una pratica, o addestramento, di un fattore mentale già presente tra le nostre facoltà cognitive in modo innato
Origini:
Mindfulness è un termine anglosassone usato per tradurre dalla lingua Pali il termine Sati, (o dal sanscrito Smirti) che significa attenzione, presenza, consapevolezza e memoria, tenere a mente. Tenere a mente che cosa? Tenere a mente di essere consapevoli della nostra esperienza nel qui e ora.
Ha origini antichissime. Nasce almeno 2500 anni fa nel cuore della meditazione buddhista, tra l’India, la Birmania e poi il Tibet. Nonostante il suo valore all’interno del percorso Buddhista, essa non è una pratica religiosa.
Definizione di Mindfulness:
Mindfulness è, quindi, un fattore mentale che rispecchia la capacità di essere consapevoli della nostra esperienza, ovvero capire cosa succede dentro e fuori di noi, con un atteggiamento di benevola apertura. Seguendo la definizione di John Kabat-Zinn (Center for Mindfulness University of Massachusetts (2005) il padre dei programmi Mindfulness all’interno della medicina, Mindfulness è quella particolare consapevolezza che emerge dal portare intenzionalmente l’attenzione al momento presente, mantenendo un atteggiamento non giudicante.
Sati: “Ricordati di essere presente”.
Dunque, la parola Sati, ricordare, non si riferisce alla memoria degli eventi passati, bensì, al ricordarsi di prestare attenzione e di essere consapevoli al momento presente, in modo intenzionale e con un atteggiamento benevolo verso la esperienza come ci accade.
Sati significa in un certo senso il: “ricordati di essere consapevole, momento dopo momento”.
Tuttavia il termine Sati, o Mindfulness ha un significato ancora più ampio.
La semplice attenzione focalizzata su un oggetto può caratterizzare anche l’atteggiamento del cecchino che con malvagità mira alla vittima. Nella tradizionale psicologia buddhista e nella moderna psicoterapia occidentale, invece, la Mindfulness, attraverso l’esercizio di consapevolezza dell’esperienza presente, ha l’obiettivo di eliminare la sofferenza, propria e altrui, coltivando una profonda comprensione del funzionamento della mente e della natura del mondo e di tutti gli esseri “senzienti”.
Che cosa è la Mindfulness:
La Mindfulness è una pratica, o addestramento, di un fattore mentale già presente tra le nostre facoltà cognitive in modo innato, ma ben poco sfruttato.
La Mindfulness insegna ad avere presenza mentale, fisica ed emotiva. Col termine presenza mentale ci si riferisce alla capacità di restare in contatto con la nostra esperienza e di essere consapevoli del momento presente. Questo non significa pensare il momento presente, bensì significa, percepirlo ed osservarlo.
La Mindfulness è una capacità di cui tutti siamo dotati ma che di solito non esercitiamo.
Essa, però, può essere appresa in modo semplice.
È una funzione che richiede focalizzazione o focus, ovvero, l’esercizio del portare intenzionalmente l’attenzione su un oggetto specifico.
Quali sono gli oggetti di osservazione sui quali esercitare l’attenzione focalizzata?
Di solito l’oggetto scelto nelle pratiche Mindfulness è l’osservazione del respiro, o delle sensazioni spontanee del corpo, dei suoni, o la mera osservazione dei pensieri che attraversano la mente.
Osservare e Accogliere:
Come sottolinea la definizione, un elemento essenziale della Mindfulness è l’accoglienza. Ossia il prendere atto, senza giudicare o giudicarci e senza rifiutare oppure aggrapparci, a ciò che attraversa la nostra esperienza o la nostra mente.
Esempio: osservo il mio corpo o il mio respiro e nel momento in cui avverto una forte tachicardia o una forte sonnolenza, non mi giudico come inadatto e non rifiuto o combatto con questo stato psicofisico, bensì lo osservo, ne prendo atto e con apertura lo accolgo nel ventaglio di ciò che sta accadendo.
Semplice ma non facilissimo.
Wandering mind
L’essere presenti a ciò che accade momento per momento, anche nel bel mezzo di un tumulto emotivo, è una dimensione che noi esseri umani sfruttiamo molto poco, e solitamente essa ci viene provocata da qualcosa che, per qualche istante, colpisce la nostra attenzione. Raramente portiamo in modo intenzionale l’attenzione al presente. Per abitudine siamo con “ la testa tra le nuvole” e i pensieri chissà dove, o meglio, in uno stato che viene definito dai neuroscienziati come “wandering mind”.
Il wandering mind è un fenomeno naturale della nostra mente, anch’esso è un fattore innato, ed è governato da un sistema cerebrale di nuclei e connessioni che si chiama default mode network.
Tendiamo a distrarci continuamente mentre cerchiamo di mantenere l’attenzione su un oggetto? Tranquilli è assolutamente normale così, la nostra mente salta e vaga come una scimmia da un albero all’altro: “mente scimmia”, citando una definizione zen.
Perché è cosi importante la Mindfulness?
La Mindfulness è un modo per ridurre lo stress e la sofferenza e, inoltre, facilita una trasformazione personale positiva.
Sfortunatamente, senza che ce ne rendiamo conto, la nostra vita è estremamente condizionata da abitudini e reazioni dettate da meccanismi appresi durante l’arco del nostro sviluppo. Ossia, come se fossimo guidati da un pilota automatico, di fronte a determinati stimoli, mettiamo in atto pensieri, emozioni e azioni, in modo del tutto inconsapevole.
A volte, purtroppo, questi meccanismi possono essere dannosi oppure diventare vere e proprie compulsioni o dipendenze, quindi delle patologie. Per fare un esempio, alcune persone, quando vivono uno stato di ansia o di angoscia, perdono il controllo nel mangiare, nel bere, nel fumare, oppure, nel tempo trascorso su internet, con videogame, gioco d’azzardo o shopping on line, ecc.
La Mindfulness è esercizio che aumenta la nostra consapevolezza su ciò che ci accade momento dopo momento e quindi permette di osservare i nostri meccanismi automatici e di interromperli, consentendoci di mettere in atto invece delle risposte sane e scelte con più libertà e riflessione.
Con la Mindfulness è possibile sviluppare una sorta di “intelligenza pratica” per gestire la mente, ovvero la capacità di lavorare con i propri stati mentali allo scopo di dimorare pacificamente nel mezzo di qualunque evento o esperienza di vita.
Attraverso la pratica costante, si ha possibilità di sradicare le abitudini e schemi mentali che producono infelicità (rabbia, vergogna, invidia, colpa, avidità e l’ossessivo rimuginare ecc.) per attitudini che conducono o sono le fondamenta per stati di benessere emotivo.
In poche parole: riduce lo stress e sviluppa un genuino e spontaneo stato di benessere.
Le molte ricerche scientifiche nel campo delle neuroscienze, dimostrano che la Mindfulness è in grado di modificare alcune specifiche aree e ghiandole del nostro cervello, come l’Amigdala. È stato scoperto, infatti, che la pratica costante della Mindfulness porta dei benefici a livello psicologico ed emotivo, aumentando il senso di benessere e serenità.

Nello specifico gli effetti benefici della Mindfulness a livello psicologico e fisico sono moltissimi:
- Riduce lo stress.
- Abbassa la pressione sanguigna;
- Alza il livello immunitario;
- Mitiga la depressione, l’ansia e i disturbi dell’attenzione;
- Riduce lo stress, abbassando il livello del cortisolo, che è l’ormone dello stress;
- L’amigdala è meno reattiva per cui si è più calmi nelle situazioni stressanti;
- Offre un aiuto alla cura per la psoriasi e al dolore cronico, alla sindrome dell’intestino irritabile;
- Aumenta la soglia del dolore;
- Consapevolezza, concentrazione e attenzione aumentano;
- Aiuta a ristabilire l’equilibrio metabolico;
- Aiuta a smettere di fumare;
- Aiuta a rallentare il decadimento cognitivo causato dall’invecchiamento;
- Rallenta il decadimento dei telomeri, ossia quelle porzioni di DNA, il cui accorciamento è responsabile dell’invecchiamento cellulare.
- Utile nel trattare il rischio di ricadute nelle dipendenze comportamentali e da sostanze.
- ecc.
Questi sono alcuni dei motivi per cui si può definire la Mindfulness una pratica assolutamente sorprendente.
Per me è stata una scoperta che mi ha aiutato a migliorare la qualità della mia vita e del mio lavoro. Nel 2012 ho avuto la fortuna di imbattermi con un monaco buddhista che mi ha trasmesso i primi insegnamenti e poi ho continuato ad ampliare la mia formazione attraverso corsi e master presso centri riconosciuti e università, fino ad acquisire le competenze di insegnante di protocolli Mindfulness based e pratiche contemplative.
Attualmente oltre alla pratica personale, insegno la Mindfulness a gruppi e singoli in protocolli per la riduzione dello stress e per il miglioramento del benessere e della qualità della vita.
Non solo. La Mindfulness come la Compassion Meditation è una pratica che rientra nelle tecniche psicoterapiche che ho integrato nel mio lavoro clinico, sui pazienti che principalmente soffrono di ansia e attacchi di panico, e anche in quelli che non riescono a uscire dalla depressione.
È una continua ed affascinante scoperta all’interno di un percorso di crescita personale, intellettuale e professionale, e si intreccia elegantemente portandomi sempre qualche passo avanti ogni giorno di più.
Vi invito a entrarvi, si inizia con 5 minuti di pratica ogni giorno.
Vale la pena, no?

