Innamorarsi di uno Psicopatico

Innamorarsi di uno Psicopatico

Scrivo questo articolo perché colpita dalle molteplici storie che alcune donne mi hanno portato durante il loro percorso di psicoterapia. Si tratta di relazioni affettive cariche di sofferenza e frustrazione con partner particolarmente difficili.

Dalle descrizioni di episodi e dialoghi con questi partner, ho riscontrato comportamenti e atteggiamenti riferibili a tratti di personalità di tipo narcisistico maligno o psicopatico.

Si parla già molto di narcisismo, per cui apro qui una parentesi sulla Psicopatia.

Che cos’è la psicopatia

Possiamo inquadrare la psicopatia come un tratto di personalità che ha molto in comune con il narcisismo e con il disturbo antisociale di personalità.

Per comprendere meglio, si può immaginare un continuum in cui a un estremo troviamo il narcisismo, a seguire il narcisismo di tipo maligno, poi il tratto antisociale, e infine, all’estremo opposto, il tratto psicopatico:

Narcisismo → Narcisismo Maligno → Antisocialità → Psicopatia

La psicopatia è un termine usato per indicare un tratto di personalità caratterizzato da mancanza di empatia, mancanza di rimorso e senso di colpa, superficialità emotiva, freddezza, manipolazione, egocentrismo e utilizzo delle altre persone per scopi personali. Può essere accompagnata da narcisismo, impulsività e sadismo. Nell’attuale edizione del manuale dei codici diagnostici, il DSM-V, rientra nel Disturbo Antisociale di Personalità, nel sottotipo dei tratti psicopatici.

È stata riscontrata con una prevalenza di circa il 70% nei maschi adulti, e ha un andamento cronico.

Cosa aspettarsi quando il partner è uno psicopatico

Su questo tema ho trovato molto interessanti gli approfondimenti di alcuni autori di stampo psicoanalitico, che hanno osservato i comportamenti e gli atteggiamenti più frequenti dei partner con tratti di psicopatia all’interno di una relazione amorosa. Da questi studi è possibile tracciare un quadro descrittivo molto utile e indicativo, di cui elenco alcuni dei punti più importanti.

Senso grandioso di sé

Lo psicopatico è completamente centrato su se stesso. Tende a esagerare e gonfiare le proprie attitudini e prospettive, a mettersi su un piedistallo, a mostrarsi superiore ed eccezionale, capace di fare tutto, di parlare di tutto, di avere competenze su ogni genere di argomento o mansione. Il partner, nella relazione, può solo assumere un ruolo di specchio, portando ammirazione e venerazione: non gli è lasciato spazio per qualità distinte, ma solo il ruolo speciale di potergli stare vicino.

Superficialità

Eloquio forbito e curato, gesti sorprendenti, soprattutto nell’espressione degli affetti verso il partner, che restano però solo parole vuote: ben scelte, ma prive di un vero sentimento.

Assenza di empatia

Recenti ricerche neuroscientifiche parlano di un deficit a carico del sistema limbico, in particolare dell’amigdala, per cui questi individui non sembrano realmente in grado di riconoscere rabbia, tristezza e altre emozioni nelle persone con cui si relazionano. Questo spiega perché siano totalmente indifferenti a ciò che le altre persone provano o soffrono. Per essere più precisi: sono razionalmente in grado di riconoscere se il partner è triste o arrabbiato, ma non lo empatizzano, cioè non lo sentono, non vivono il “come se” lo sentissero loro stessi. Per un soggetto psicopatico, quindi, il benessere dell’altra persona non è motivo di interesse, mentre saper riconoscere come l’altro sente può essere utile per manipolarlo e ottenere i propri benefici.

Menzogna patologica o impostura

La menzogna patologica va distinta dalla normale bugia. La bugia è una falsa realtà dichiarata con consapevolezza: chi mente sa di mentire. La menzogna patologica, invece, è caratterizzata dalla credenza in ciò che è stato inventato: l’individuo psicopatico mente prima di tutto a se stesso, e poi agli altri. Lo psicopatico veste un “falso sé”, esprimendo fatti, promesse, identità, titoli, conoscenze o esperienze false. Entra in una relazione affettiva raccontando di essere laureato, di aver subito soprusi, di avere un lavoro o proprietà che in realtà non esistono o non gli appartengono. Spesso le compagne di uomini psicopatici rivelano di non aver mai veramente compreso il mestiere del proprio compagno, né come trascorresse la maggior parte del proprio tempo.

Stile di vita parassitario

Lo psicopatico cerca di vivere alle spalle di qualcuno: può mettersi con una donna anche solo per un tornaconto personale.

Mentre la donna dà alla relazione un valore, lo psicopatico dà alla relazione un prezzo.

Assenza di responsabilità

Non c’è attenzione alle cose, al rispetto delle norme, alla prudenza alla guida, né ai danni creati agli altri.

Assenza di rimorso

Per lo psicopatico è fuori considerazione prendersi la responsabilità di un errore. Non è mai lui ad aver sbagliato: è sempre l’altro ad avere la colpa. Anche di fronte alla sofferenza della compagna o di altre persone, non c’è mai un rimorso o un senso di colpa reale per ciò che è stato commesso. Non è mai lui il “cattivo”: è solo debole, e si fa ingannare o trascinare dagli altri. Se colpisce o ferisce la compagna, non è colpa sua: è lei la persona orribile che lo provoca fino a farsi picchiare.

Propensione alla noia

Tendono ad annoiarsi molto facilmente, per cui devono cambiare spesso ciò che li circonda. Hanno bisogno di stimoli sempre nuovi, di sentire l’adrenalina, di sensazioni forti e costantemente rinnovate. Per questo cambiano spesso lavoro, compagna o città, spesso placando la noia con cambiamenti improvvisi, con un uso disfunzionale del cibo, o con abuso di alcol e droghe.

Propensione alla violazione di norme e, a volte, della legge

A livello comportamentale, lo psicopatico è caratterizzato da impulsività e aggressività, sia reattiva — come risposta a una provocazione — sia proattiva, ovvero fredda e calcolata. Nonostante i comportamenti scorretti e le attitudini antisociali, difficilmente si legano a bande o organizzazioni criminali, perché non sopportano di prendere ordini da nessuno: sono dei “cani sciolti”, capaci di collaborare per un periodo, ma senza giurare fedeltà a nessuna famiglia o organizzazione.

Diade idealizzazione–svalutazione

Lo psicopatico non riesce a mantenere una considerazione costante della propria compagna, con le normali oscillazioni che vivono tutte le persone; la concepisce solo per estremi: da una “dea” o una “madonna”, a una persona inutile, una scocciatura, uno scarto. La donna di un uomo psicopatico si troverà prima a sentirsi una regina, venerata, unica e speciale, e poi umiliata, ignorata, offesa, come se fosse una persona indegna e inopportuna.

Dal punto di vista psicoanalitico, lo psicopatico nelle relazioni personali è un predatore: un individuo che adotta fascino manipolatorio e inganno al fine di ottenere ciò che desidera. Ciò che desidera cerca di ottenerlo a tutti i costi, senza curarsi minimamente delle conseguenze che questo crea alle altre persone.

Chi gli sta accanto assume il semplice ruolo di oggetto, un mezzo per ottenere benefici.

Donne che amano uno psicopatico

Qualsiasi donna può incorrere in questo tipo di uomo. Ma per alcune si verifica una sorta di coazione a ripetere un certo tipo di relazione fortemente disfunzionale: donne che vivono relazioni sentimentali quasi regolarmente con soggetti problematici.

Chi sono queste donne? Nel mantenere la relazione con soggetti disfunzionali come lo psicopatico o il narcisista maligno, dimostrano spesso un accentuato aspetto masochistico. Quali sono le cause e le dinamiche che possono portare a ricercare regolarmente partner con tratti disfunzionali come quelli appena descritti? Ne parleremo nel prossimo articolo.

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